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Tutto il sacro del pop: con Mother Mary l'icona non basta
Tutto il sacro del pop: con Mother Mary l'icona non basta
C'è un'ambizione precisa dietro Mother Mary (2026), l’ultima fatica di David Lowery distribuita da A24: portare il pop nell'oscurità, farne materia spirituale, perturbante. Il risultato è affascinante a metà. Anne Hathaway la vediamo qui in un territorio nebuloso, che qualcosa già lasciava intravedere nella sua Catwoman in The Dark Knight Rises. Un'energia che abita il lato in ombra. Ecco perché Mother Mary sarebbe stata l’occasione per spingere quella vena più in là, verso un thriller puramente psicologico. E invece è un'opera che, confessandosi allo spettatore, promette più di quanto mantenga.
