Cineforum Giardino – Proiezione del film “Mio fratello rincorre i dinosauri”
Venerdì 13 marzo, alle 21, prosegue a Celle Ligure la programmazione del Cineforum Giardino e lo fa con la proiezione del film Mio fratello rincorre i dinosauri, diretto nel 2019 da Stefano Cipani. Nel cast, Alessandro Gassmann, Isabella Ragonese e Francesco Gheghi. Il film è tratto dall’omonimo romanzo autobiografico scritto da Giacomo Mazzariol insieme al fratello Francesco.
Mio fratello rincorre i dinosauri è una storia di famiglia e di crescita, ma soprattutto di dettagli: quegli sguardi con cui da bambini impariamo a immaginare il mondo e quelli, più incerti, con cui da adolescenti iniziamo a temere il giudizio degli altri. La vicenda è narrata dal punto di vista di Jack, il più piccolo di tre fratelli. Quando i genitori annunciano l’arrivo di un nuovo bebè, spiegano che sarà “speciale”. Quel bambino è Gio, nato con la sindrome di Down. Per Jack diventa subito un fratello con i superpoteri, capace di trasformare la quotidianità in gioco e meraviglia.
Con l’adolescenza lo sguardo cambia. La scuola, gli amici, il desiderio di sentirsi accettati trasformano l’orgoglio infantile in imbarazzo. Jack comincia a nascondere Gio, a costruire piccole bugie separando il mondo della famiglia da quello della vita sociale. È proprio in questa frattura che il film trova il suo nucleo più autentico.
Nota di approfondimento critico
La regia di Cipani evita toni didascalici e lascia spazio alla dimensione quotidiana dei rapporti familiari. L’ironia, la spontaneità dei personaggi e una narrazione delicata permettono al film di affrontare la disabilità senza trasformarla in simbolo o lezione morale, ma restituendola piuttosto come tassello di una storia di affetti.
Al centro non c’è tanto la sindrome di Down, quanto il percorso di Jack: il passaggio dall’egoismo e dalla paura del giudizio alla scoperta di uno sguardo più consapevole. Un cambiamento che coincide con la crescita, quando si impara che l’identità non nasce dall’adattarsi agli altri, ma dal riconoscere i legami che ci definiscono.
Il film conserva così lo spirito del libro di Giacomo Mazzariol e riesce a raccontare un’esperienza personale senza retorica, lasciando spazio alle emozioni – a volte tutt’altro che facili – della crescita. Ne emerge una storia che ha il sapore di famiglia, identità e di quel momento decisivo in cui si capisce che la normalità, probabilmente, è solo un’impalcatura della società.
